Sala vuota con pareti a righe, pavimento chiaro e arcobaleno dipinto davanti alle porte

La Rainbow Room in Stranger Things: la sala del laboratorio, l'8 settembre 1979

Universo, Laboratorio, Stagione 4

Avviso spoilerIl massacro del laboratorio, raccontato nella quarta stagione.
In breve

La Rainbow Room è la sala giochi del laboratorio di Hawkins. L'8 settembre 1979, Henry ci finisce Due sotto gli occhi di Undici, le chiede di seguirlo, e perde il duello. Una porta si apre nel muro. Si richiude prima che Brenner entri.

Una sala rotonda, muri dipinti, bambini numerati che fanno muovere delle lampadine. L'8 settembre 1979, la stessa stanza diventa l'ultimo posto in cui l'infermiere parla a Undici, poi il muro in cui sparisce.

L'essenziale

  • Luogo: la sala giochi del laboratorio di Hawkins
  • Data: 8 settembre 1979
  • Prima: una partita a scacchi, una tessera magnetica infilata sotto il tavolo
  • Duello: Undici contro Henry, alias Uno, alias l'infermiere
  • Poi: una porta nel muro, poi più nessun ricordo in Undici

Il DiarioLettura 7 min

Dove i numeri si allenano

Il laboratorio non mostra ai bambini il seminterrato. Mostra loro una sala colorata. È lì che si siedono in cerchio, che accendono lampadine, che giocano. Undici, a sette anni, è la più debole del gruppo: una lampadina, e ancora, non sempre.

Gli altri hanno dei numeri. Due guida il gruppo. Tre, Quattro e Cinque lo seguono. Se la prendono con lei in questa stessa sala, la vigilia del massacro. La mattina dopo, Brenner mette un collare elettrico a Due davanti a tutti, per l'esempio. La stanza serve dunque a due cose: l'esercizio, e la punizione.

L'infermiere circola tra i tavoli. I bambini lo conoscono così. Non sanno ancora che è Henry, il soggetto Uno, tenuto al guinzaglio da un chip nel collo.

Il camice da ospedale di Undici, l'abito delle sedute nella sala colorata.

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La tessera sotto la scacchiera

L'8 settembre, dopo la punizione, l'infermiere invita Undici a una partita a scacchi nella sala. Le dice di non lasciar trapelare nulla. Parla basso. Afferma che Due e gli altri proveranno a ucciderla appena uscita dall'infermeria, e che Brenner lascerà fare perché ha paura di lei.

Sotto il tavolo, le infila una tessera magnetica. L'appuntamento non è nella sala colorata. È nel seminterrato, vicino a una conduttura da cui può passare una bambina e non un adulto. È lì, non nella Rainbow Room, che lei toglie dal collo il chip Soteria. I poteri di Henry tornano.

Le guardie scendono. Henry le spezza. Il massacro comincia nei corridoi, non nella sala giochi. La sala giochi è il posto dove torna a finire.

Due, il muro, e il rifiuto

Undici risale. Brenner è incosciente. Gli allarmi urlano. Entra nella Rainbow Room e vede Henry finire Due, allo stesso modo in cui Vecna ucciderà più tardi: il corpo sollevato, le ossa, gli occhi. Lui le spiega da dove viene. Le chiede di unirsi a lui per liberare il mondo dagli altri.

Lei rifiuta. Lo proietta contro il muro. Lui si rialza. Tendono la mano nello stesso momento. Il duello è psichico. Henry la domina prima, fino a quasi ucciderla. Lei trova una forza in un ricordo lontano, lo schiaccia al muro della sala, e comincia a disintegrarlo.

In quel momento, una porta si apre nel muro. Henry passa dall'altra parte. La membrana si richiude. Brenner entra subito dopo, in una sala vuota di lui. Il tempismo conta: non ha visto il passaggio. Ha visto il risultato.

Cosa crede Brenner, poi cosa mostra il nastro

La prima lettura di Brenner è semplice: Undici ha ucciso tutti. È l'unica bambina ancora lì. Poi visiona le registrazioni. Il nastro dice altro. È Henry che ha percorso il laboratorio. È lei che lo ha fermato, senza capire lei stessa cosa stava aprendo.

Quando si sveglia, non ricorda nulla. I suoi poteri sono calati. Brenner, lui, ha capito l'ampiezza del gesto, e non sa dove Henry sia passato. Lo dice quasi: da qualche parte, nel nero.

La sala ridiventa una sala. I numeri non ci torneranno. Undici cresce nel laboratorio con un buco al posto di quella giornata. Il buco tiene fino al 1986.

Henry da montare: l'infermiere, il soggetto Uno, quello che sparisce nel muro.

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Perché la sala torna nel 1986

Il progetto Nina non la porta in un luogo nuovo. La rimette in questo, a sette anni, l'8 settembre 1979. Le prime sedute mostrano le lampadine. Una visione del massacro la fa già crollare. Se la prende con Brenner. Lui le propone di andarsene. Lei resta.

L'ultima immersione è la giornata intera: la tessera, il seminterrato, il chip, i corridoi, poi la Rainbow Room. Rivivendo il duello, ritrova la forza che aveva perso. La sala non è dunque solo un fondale di flashback. È il ricordo da cui dipende il ritorno dei suoi poteri.

Prima di questa immersione, crede ancora di avere ucciso gli altri bambini. Il nastro, e la memoria, rovesciano l'accusa. Il colpevole è l'infermiere. Lei è quella che ha detto no.

Una sala giochi che non ridiventa neutra

Niente nella pittura dei muri annuncia un massacro. È una sala per bambini, con giochi e lampadine. La serie la filma prima così, perché l'8 settembre sia illeggibile altrimenti: lo stesso pavimento, lo stesso cerchio, e un corpo contro il muro.

Tutto ciò che Vecna farà dopo esce da questa stanza. La porta, il rifiuto, la frase sul nero. Hawkins metterà sette anni a capire che l'infermiere non è sparito. Ha cambiato lato del muro.

Tornare nella Rainbow Room, nel 1986, non è visitare un ricordo carino del laboratorio. È riaprire l'unica giornata in cui Undici ha visto Henry di fronte, e in cui ha vinto senza sapere cosa aveva appena mandato dall'altra parte.

Prima di quella giornata, la sala è ordinaria per loro. Bambini in cerchio, lampadine, una partita a scacchi a voce bassa. Undici ci sbaglia l'esercizio più spesso degli altri. L'8 settembre comincia con una punizione, non con un allarme. Niente nelle sedie annuncia un muro che si apre. Nina le fa rivedere i due tempi nell'ordine: prima la lampadina che non si accende, poi il duello. Ritrovare la sua forza non è imparare un gesto nuovo. È ricordarsi che ha già detto no, in questa stanza, all'infermiere. Il nastro che Brenner visiona dice la stessa cosa, senza la trance: non è lei che ha percorso i corridoi. I numeri non torneranno a sedersi in cerchio. La pittura dei muri, lei, non è cambiata tra l'esercizio e il duello.

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Da ricordareL'8 settembre 1979, la sala giochi del laboratorio è il teatro del duello tra Undici e Henry. Una porta si apre nel muro. Lei dimentica tutto, finché Nina non la riporta nella stessa stanza.

Domande frequenti

Qual è la data?

L'8 settembre 1979. Undici ha sette anni. Non se ne ricorda più dopo, fino al progetto Nina.

Chi è l'infermiere?

Henry Creel, il soggetto Uno. I bambini conoscono solo l'infermiere. Il chip Soteria, nel collo, gli toglieva i poteri.

Il massacro avviene nella sala?

Comincia nei corridoi, dopo il seminterrato. Finisce nella Rainbow Room, dove Henry finisce Due davanti a Undici.

Come sparisce Henry?

Durante il duello, una porta si apre nel muro della sala. Lui la attraversa. La membrana si richiude prima dell'arrivo di Brenner.

Brenner ha visto la scena?

No. Entra dopo. Crede prima Undici colpevole, poi i nastri gli mostrano Henry.

Perché è raccontato nel 1986?

Il progetto Nina le fa rivivere la giornata. Ritrovando il duello, ritrova i suoi poteri, e la verità su chi ha ucciso gli altri bambini.

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