Sigla di Stranger Things: la musica, le lettere rosse e la storia del titolo più riconoscibile degli anni 2010
Musica · Sigla · Dietro le quinte
Quarantacinque secondi, un sintetizzatore che sale, lettere rosse che si assemblano nel buio: la sigla della serie è diventata, nel 2016, una delle più riconoscibili della televisione. Ecco la sua musica, le sue lettere, chi l'ha fatta, e cosa cambia nell'ultima stagione.
L'essenziale
- Musica: Kyle Dixon e Michael Stein, del gruppo Survive
- Strumento: sintetizzatori analogici, nello spirito di Carpenter e Tangerine Dream
- Lettere: uno studio di Los Angeles, dalle copertine dei romanzi degli anni 80
- Stagione 5: lo stesso tema, rallentato per l'ultimo episodio
Sommario
La musica
Il tema è firmato Kyle Dixon e Michael Stein, due musicisti del gruppo texano Survive, che i Duffer hanno scoperto su un film indipendente. Hanno composto un loop di arpeggi su sintetizzatori analogici, nello spirito delle musiche di John Carpenter, di Tangerine Dream e di Giorgio Moroder, i suoni dei film che la serie cita. Il tema è stato registrato prima delle riprese, per dare il tono a tutta la squadra.
Ha ricevuto un Emmy nel 2017, e la colonna sonora è stato uno dei vinili più venduti dell'anno.
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Le lettere rosse
La sigla visiva è stata concepita da uno studio di Los Angeles specializzato nei titoli. I Duffer volevano un carattere degli anni 80, e la scelta è caduta su quello delle copertine dei romanzi di Stephen King pubblicati all'epoca, dalle lettere strette e dai grazie marcati, filmato in primo piano come se passasse davanti a una lampada, con la grana di un neon. Le lettere si assemblano, scivolano, e il titolo si fissa nel momento in cui la musica raggiunge il suo apice.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Durata | circa 45 secondi |
| Compositori | Kyle Dixon e Michael Stein |
| Strumenti | sintetizzatori analogici, sequenzer |
| Ispirazione visiva | le copertine di romanzi degli anni 80 |
| Premio | Emmy 2017 del miglior tema |
| Variante | versione rallentata e grave per il finale |
Cosa cambia da una stagione all'altra
La sigla resta quasi identica per cinque stagioni, a parte una differenza: la stagione 4 ci aggiunge una texture più scura, e l'ultimo episodio della stagione 5 la fa sentire rallentata, più grave, come un addio. Ogni stagione ha anche un proprio titolo di coda, con un numero: «Stranger Things 3», «4», «5», come dei film.
Il mito del fontIl font del titolo è stato copiato tanto che dei siti propongono di «fare la propria sigla» in pochi clic. La serie, lei, non ha mai cambiato la sua: è l'unico elemento rimasto strettamente identico dal 2016 al 2025.
Perché funziona
Perché non mostra niente: né viso, né mostro, né luogo. Delle lettere, una luce, un arpeggio che sale. Lo spettatore riempie il resto con ciò che sa già della serie, ed è ciò che lo rende intramontabile. Le sigle che raccontano invecchiano; questa promette.
Dove ascoltarla
Il tema apre ogni album di colonna sonora di Dixon e Stein, disponibili in streaming e in vinile. Esiste anche in versione lunga, sul primo album, e in decine di cover dei fan, dal piano all'orchestra. Per sentirlo al suo posto, niente vale il primo episodio: il tema arriva dopo la scena del laboratorio, quando la bici di Will fila nella notte, ed è questo contrasto, la paura poi la sigla, che l'ha reso indimenticabile.
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Come è stato realizzato
La sigla poggia su un tema che Michael Stein aveva composto ben prima della serie, rimasto inutilizzato nella libreria del suo gruppo Survive. Quando i Duffer hanno ingaggiato Stein e Kyle Dixon, nel luglio 2015, la squadra ha ritrovato questo brano e ha giudicato che, con un po' di lavoro, avrebbe fatto una sigla. È suonato su sintetizzatori analogici, nella scia di Jean-Michel Jarre, Tangerine Dream, Vangelis e John Carpenter, che i compositori citano come riferimenti.
Le lettere rosse che si avvicinano, si scivolano l'una contro l'altra e finiscono per formare il titolo riprendono l'estetica delle copertine dei romanzi horror degli anni 80, quelle di Stephen King in particolare, di cui i Duffer sono lettori assidui. L'animazione gioca su riflessi e bordi luminosi, come neon filmati da vicino, ed è stata premiata agli Emmy Awards del 2017 nella categoria del design della sigla.
Cosa dice la sigla della serie
In un minuto, la sigla annuncia il programma: un titolo che si costruisce come un puzzle, una minaccia che sale a scaglioni, e una palette ridotta al rosso e al nero. Non mostra né personaggio, né mostro, né luogo; soltanto lettere. È questa astrazione che l'ha resa così riconoscibile, e così facile da parodiare: bastano il font e il rosso per evocare Hawkins.
La musica fa il resto. L'arpeggio sale e scende senza mai risolversi, come un loop, e l'ultimo accordo cade sul titolo completo. Dixon e Stein hanno detto di aver voluto «restare fedeli» a questo suono dalla stagione 1 all'ultima, variando le texture intorno; il tema stesso non è cambiato di una nota in dieci anni.
Le variazioni, stagione per stagione
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Stagione 1
La versione d'origine, la più secca, su fondo nero.
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Stagione 2
Un missaggio più pesante, con i bassi rafforzati, per l'ombra gigante.
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Stagione 3
Un trattamento più brillante, neon e cromo, nello spirito del centro commerciale.
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Stagione 4
Un suono più cupo e più lento, con cori e archi aggiunti alla colonna sonora di Vecna.
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Stagione 5
Il tema d'origine, poi una variazione rallentata e addolcita nell'epilogo del 1989; e una lettura sinfonica sull'EP orchestrale del 6 febbraio 2026.
Una sigla diventata un linguaggio
Pochi sigle sono state tanto riprese. Trasmissioni TV, marche, enti e migliaia di fan hanno declinato le lettere rosse su fondo nero per annunciare qualsiasi cosa nello stile di Hawkins, al punto che la serie ha finito per giocarci lei stessa nelle sue campagne, declinando il titolo in neon da centro commerciale per la stagione 3 o in manifesto di persona scomparsa per la stagione 5.
La musica ha seguito lo stesso cammino: il tema è stato ripreso in versione orchestrale, in versione piano, in versione metal, e apre le proiezioni in sala dell'ultimo capitolo il 31 dicembre 2025. Per una serie che cita il cinema degli anni 80 in ogni inquadratura, aver creato una sigla che altri citano è forse il più bel dei loop.
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Da ricordareDixon e Stein, sintetizzatori analogici, Emmy 2017. Lettere rosse ispirate ai romanzi degli anni 80. Identica dal 2016 al 2025, rallentata per il finale. Non mostra niente: è per questo che funziona.
Domande frequenti
Chi ha composto la sigla di Stranger Things?
Kyle Dixon e Michael Stein, del gruppo Survive, ai sintetizzatori analogici.
Da dove viene il font della sigla?
Delle copertine dei romanzi di Stephen King pubblicati negli anni 80, dalle lettere strette e dalle grazie marcate.
La sigla cambia nella stagione 5?
Il tema resta lo stesso; l'ultimo episodio lo fa sentire rallentato e più grave.
La sigla è stata premiata?
Sì, da un Emmy nel 2017 per il miglior tema.
La sigla è stata premiata?
Sì, agli Emmy Awards del 2017, nella categoria del design della sigla, per la stagione 1.
Il tema della sigla è cambiato nel corso delle stagioni?
No: il tema è lo stesso dal 2016. Solo il suo trattamento varia, più pesante in stagione 2, più brillante in stagione 3, più scuro in stagione 4, e una versione orchestrale esiste dal 2026.
Chi ha concepito l'animazione delle lettere?
Uno studio di design di sigle di Los Angeles, a partire da un'estetica di copertine di romanzi horror degli anni 80 che i Duffer avevano scelto. L'animazione ha ricevuto un Emmy nel 2017.