La fotografia di Stranger Things: chi filma la serie, e da dove viene l’immagine
Immagine · Operatori · Set
Un pilota, tre prime stagioni, poi una lista di nomi più lunga della memoria degli spettatori. In questo articolo: Tim Ives e che cosa gli si può attribuire senza sbagliare la cifra, i direttori della fotografia delle stagioni 1 a 3, i nomi aggiunti ai titoli senza stagione forzata, i film citati come modelli, le luci già nella scenografia, e due nomination che non sono premi.
La fotografia di Stranger Things non è il lavoro di un solo operatore dal primo all’ultimo capitolo. Un nome domina gli inizi, altri prendono il seguito, e l’immagine si richiama a film degli anni 1970 e 1980. Ecco i crediti che si possono tenere, e quelli che non bisogna inventare.
L'essenziale
- Gli inizi: Tim Ives, pilota e prime tre stagioni
- Con lui all’inizio: Tod Campbell, David Franco, Lachlan Milne
- I modelli citati: film degli anni 1970 e 1980, non un solo maestro
- I premi immagine: due nomination per Ives, nel 2017 e nel 2018, non una vittoria
Sommario
Riferimenti
| Nome | Che cosa si può dire |
|---|---|
| Tim Ives | pilota e prime tre stagioni |
| Tod Campbell | stagioni 1 e 2 |
| David Franco | stagione 2 |
| Lachlan Milne | stagione 3 |
| Ricardo Diaz, Caleb Heymann e Brett Jutkiewicz | nei titoli della serie, senza stagione assegnata qui |
| Nomination | Ives, 2017 e 2018, immagine di un episodio |
L’ultima riga della tabella è volutamente vaga. La sigla completa cita questi tre nomi. Le fonti non concordano, in ciò che è stato verificato, su una stagione unica per ciascuno. Non la si fabbrica.
Un poster della città, nella luce delle lettere rosse.
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Tim Ives e gli inizi
Tim Ives è il direttore della fotografia associato al lancio. La sua biografia professionale dice che ha filmato il pilota e le prime tre stagioni. Una società di operatori, nel 2019, precisa che ha fotografato una quindicina di episodi su queste tre stagioni. Un conteggio di banca dati parla di sedici episodi fra il 2016 e il 2019. Lo scarto è di un episodio. Si tiene la formula che non sceglie l’intero sbagliato: il pilota, le prime tre stagioni, una quindicina di capitoli.
Viene dal clip e dalla pubblicità, dopo inizi a New York, prima di formati più lunghi. Questo percorso spiega un’immagine che sa fare un piano «canzone» quanto un piano «paura». Non gli si attribuisce per questo ogni luce dell’ultima stagione: il suo credito pubblico si ferma alle prime tre.
Seguono due nomination agli Emmy, nel 2017 e nel 2018, per la fotografia di una serie a una camera, formato di un’ora. Sono nomination, non vittorie. Scriverle come premi vinti sarebbe falso. Riguardano episodi isolati, non «tutta l’immagine della serie» come un blocco.
Ives ha raccontato, per un piano dell’apertura della stagione 3, di essersi ricordato del sole sugli scavi di Raiders of the Lost Ark. È un prestito assunto su un piano, non una regola per tutti i tramonti del serial.
Gli altri nomi, solo dove la stagione è sicura
Sulle prime tre stagioni, la stessa fonte professionale ripartisce il lavoro. Tod Campbell è accreditato sulle stagioni 1 e 2. David Franco sulla stagione 2. Lachlan Milne sulla stagione 3. Ives resta il filo delle tre. Gli altri non sono sostituti anonimi: sono crediti datati.
I titoli d’insieme della serie aggiungono Ricardo Diaz, Caleb Heymann e Brett Jutkiewicz. Hanno dunque filmato dei capitoli. Assegnarli d’ufficio a una stagione precisa, senza una tabella episodio per episodio riverificata, produrrebbe una scheda falsa. Il lettore che vuole un nome per «chi ha filmato quel capitolo» deve guardare i titoli di quel capitolo. Questo articolo non li sostituisce.
Questa prudenza non è un buco. È il contrario di una lista inventata. Si sa chi ha portato gli inizi. Si sa che la serie non ha tenuto un solo operatore fino in fondo. Qui non si sa ripartire gli ultimi tre nomi senza rischiare una stagione di troppo.
I montatori sono un’altra colonna: Dean Zimmerman e altri. Citarli tutti come «direttori della fotografia» mescolerebbe due mestieri. La fotografia è la luce e l’inquadratura. Il montaggio è l’ordine dei piani. Non si fondono.
I film citati come modelli
Il progetto è stato presentato con immagini già note. Per le prime stagioni, i film nominati sono E.T., Incontri ravvicinati del terzo tipo, Poltergeist, Nightmare - Dal profondo della notte e Stand by Me. Per la stagione 3 si aggiungono Fast Times at Ridgemont High, The Thing e Terminator 2. La lista viene dal racconto di fabbricazione, non da un indovinello di spettatore.
Quei titoli non vogliono dire che ogni inquadratura è una copia. Dicono la famiglia: una luce di fine pomeriggio, un sobborgo, una minaccia che entra in una casa, un gruppo di bambini filmato all’altezza degli occhi. Ives ha parlato, per la prima stagione, di assumere quell’aria di Stand by Me piuttosto che lisciare l’immagine fino a renderla intercambiabile.
La stagione 3 allarga l’inquadratura verso il centro commerciale, la piscina, colori più franchi. Il direttore della fotografia diceva di non volere che la serie sembrasse un’altra serie da un’estate all’altra. Il cambiamento è nella saturazione e nei luoghi, non in un nuovo formato di immagine annunciato.
Qui non si dà una focale, un sensore, né un «girato in pellicola» o «girato in digitale». Queste precisazioni circolano in interviste parziali. Finché non sono stabili da una fonte all’altra, restano fuori.
La figura della bestia, il piano che si riconosce senza il nome dell’operatore.
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Luci che sono già nella storia
Una parte dell’immagine non è una luce di studio posata in segreto. Le ghirlande di Natale, nella casa dei Byers, sono insieme un mezzo per Joyce e una fonte luminosa nell’inquadratura. Ives ha descritto questa scelta: integrare quelle lampade invece di trattarle come un accessorio spento.
L’altro lato, il doppio scuro della città, si filma come un negativo: poco sole, particelle nell’aria, blu. Non è la stessa illuminazione della strada di giorno. Dirlo non rivela una trama. Descrive due regimi di immagine che qualunque capitolo della prima stagione mostra già.
Quando una trance o una maledizione oscura un salotto, la luce cala e si tinge. Anche lì è un procedimento visibile, non un segreto di fabbricazione. Non gli si attribuisce un numero di gelatina. Si constata che la storia e la foto usano le stesse lampadine.
Vecna non è il Flagello Mentale, e il Flagello Mentale non è il Demogorgon. Le loro scene non condividono nemmeno la stessa immagine: una bestia in un corridoio, una massa sopra un edificio, un uomo in una scenografia con orologio. Tre presenze, tre luci. Confonderli sullo schermo è lo stesso errore che confonderli nel racconto.
Che cosa questo articolo non pretende
Non classifica le stagioni per bellezza. Un capitolo molto costruito può essere pesante, un capitolo semplice può restare l’immagine che si tiene. Il gusto non è un credito.
Non nomina un direttore della fotografia dell’ultima stagione, in mancanza di una riga verificata qui. Le prime tre stagioni hanno una ripartizione pubblicata. Il seguito ha nomi nei titoli generali. Il salto dall’una all’altro sarebbe un’invenzione.
Non dice che la serie ha vinto un Emmy della fotografia. Ha avuto nomination per Ives. Altri premi, tecnici, esistono su altri mestieri. Mescolarli in «l’immagine è stata premiata» cancella la differenza.
E non sostituisce i titoli di coda. Se un capitolo precisa un operatore, quella riga vince. Questo articolo serve a non credere che un solo nome abbia filmato tutto, e a sapere quali sono sicuri.
Immagine e setLe foto di set, i making-of e i documentari mostrano i teatri di posa. Non sono la fotografia del capitolo andato in onda. Un ciak al sole non dice come la scena è stata illuminata una volta montata.
Una lampada da tavolo, lo stesso gesto delle ghirlande in salotto.
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Da ricordareIves filma il pilota e le prime tre stagioni, non l’intera serie. Campbell, Franco e Milne hanno stagioni attribuite; altri tre nomi restano nei titoli di testa generali. L’immagine cita film degli anni 1970 e 1980, senza esserne un calco piano per piano. Due nomination agli Emmy per Ives, nessuna vittoria da scrivere.
Domande frequenti
Chi ha filmato l’inizio della serie?
Tim Ives: il pilota e le prime tre stagioni, cioè una quindicina di episodi. La cifra esatta, quindici o sedici, diverge da una base all’altra.
Era solo?
No. Tod Campbell sulle stagioni 1 e 2, David Franco sulla stagione 2, Lachlan Milne sulla stagione 3.
Chi ha filmato le ultime stagioni?
I titoli della serie citano anche Ricardo Diaz, Caleb Heymann e Brett Jutkiewicz. Qui non si assegna ciascuno a una stagione senza scheda episodio per episodio.
La serie ha vinto un premio d’immagine?
Non nella forma di un Emmy vinto da Ives. È stato nominato nel 2017 e nel 2018. Una nomination non è un trofeo.
A quali film si riferisce l’immagine?
E.T., Incontri ravvicinati del terzo tipo, Poltergeist, Nightmare - Dal profondo della notte, Stand by Me, poi, per la stagione 3, Fast Times, The Thing e Terminator 2.
Girato in pellicola o in digitale?
Qui non lo si decide. Le fonti per il grande pubblico non danno una risposta unica e stabile. Meglio il buco che una leggenda.