Beyond Stranger Things: l'aftershow della stagione 2, episodio per episodio
Guida · Aftershow · Stagione 2
Sette conversazioni, tutte datate 27 ottobre 2017, da guardare dopo l'intera stagione e non a metà. In questo articolo: il principio della trasmissione, la tabella dei sette episodi, gli ospiti che tornano, la ragione dello stop, i formati che hanno preso il seguito, e l'ordine di visione. Alla fine saprai che cosa porta questo aftershow, e che cosa non sostituisce.
Beyond Stranger Things è l'aftershow della stagione 2: sette episodi pubblicati il 27 ottobre 2017, lo stesso giorno della stagione. Jim Rash, attore e sceneggiatore, riceve gli interpreti e i creatori. Ecco che cosa contiene ogni puntata, e perché questo formato da plateau non è stato rinnovato.
L'essenziale
- Messa online: 27 ottobre 2017, insieme alla stagione 2
- Formato: sette puntate in studio, da circa un quarto d'ora a mezz'ora
- Conduttore: Jim Rash
- Seguito: nessuna seconda stagione dell'aftershow
Sommario
Riferimenti
| Dato | Cosa va tenuto |
|---|---|
| Titolo | Beyond, in versione originale |
| Conduttore | Jim Rash |
| Episodi | sette, tutti datati 27 ottobre 2017 |
| Stagione commentata | la seconda, autunno 1984 nella storia |
| Annuncio | la vigilia, il 26 ottobre 2017 |
| Rinnovo | nessuna |
Il titolo francese che la gente digita, «au-delà», traduce la parola inglese beyond: quello che succede dopo gli episodi, non un seguito dell'intreccio. La trasmissione non racconta una storia nuova. Commenta quella che si è appena vista, con le persone che l'hanno girata.
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Un plateau, non un episodio in più
La trasmissione è stata annunciata il 26 ottobre 2017, la vigilia della pubblicazione della stagione 2. Per la piattaforma era una prima incursione nel genere dell'aftershow: un plateau in cui si torna su ciò che è appena andato in onda, con interpreti e autori sullo stesso divano.
Il principio è semplice, ed è scritto nel modo d'uso della trasmissione: la si guarda dopo aver visto l'intera stagione. Non dopo il primo episodio, non a metà. Gli ospiti parlano dei capovolgimenti, dei personaggi nuovi e della fine. Lanciare il plateau troppo presto è farsi raccontare «Il Portale» prima di averlo visto.
Jim Rash fa la parte del conduttore fan, non quella di un giornalista esterno. Pone le domande che il pubblico si pone già: come Steve è diventato il babysitter di Dustin, perché Max entra nel gruppo. Il Flagello Mentale non è il Demogorgone del 1983: la trasmissione serve proprio a dire che cosa è cambiato tra i due. Le risposte vengono dai creatori, Matt e Ross Duffer, dal produttore Shawn Levy, e dagli attori dell'episodio del giorno.
Le durate restano quelle di un talk-show corto. Il primo episodio gira intorno ai ventisei minuti, il più breve intorno ai quindici. Niente a che vedere con i capitoli della serie, che superano spesso i tre quarti d'ora. Si è lì per una conversazione, non per una scena.
Le sette puntate, in ordine
| N. | Titolo originale | Ospiti sul plateau | Durata |
|---|---|---|---|
| 1 | Mind Blown | Shawn Levy, i fratelli Duffer, Finn Wolfhard, Millie Bobby Brown | 26 min |
| 2 | Mad for Max | Levy, i Duffer, Caleb McLaughlin, Gaten Matarazzo, Sadie Sink | 24 min |
| 3 | Unlikely Allies | Joe Keery, Levy, Gaten Matarazzo, i Duffer | 25 min |
| 4 | Truth in Hawkins | Joe Keery, Natalia Dyer, Charlie Heaton, Brett Gelman | 17 min |
| 5 | The AV Club | Caleb McLaughlin, Gaten Matarazzo, Noah Schnapp, Randy Havens | 18 min |
| 6 | The New Class | Sadie Sink, Brett Gelman, Dacre Montgomery, Linnea Berthelsen | 15 min |
| 7 | Closing the Gate | Levy, i Duffer, Millie Bobby Brown, Noah Schnapp, Natalia Dyer | 23 min |
I titoli sono rimasti in inglese. Non designano capitoli della serie: «Mind Blown» apre il plateau sui temi della stagione, «Mad for Max» accoglie Sadie Sink, «Unlikely Allies» segue l'avvicinamento di Steve e di Dustin, «Truth in Hawkins» torna su ciò che la città nasconde, «The AV Club» riporta il professore di scienze e il club video, «The New Class» dà la parola ai volti nuovi, «Closing the Gate» chiude sull'ultimo capitolo, quello del portale.
Diversi intervenuti appaiono solo in inserto, non seduti con gli altri. David Harbour torna così su diverse puntate, Shannon Purser sulla quarta, Sean Astin sulle ultime tre, Bill Nye sulla quinta, Paul Reiser sulla sesta. Questo taglio spiega perché un nome può mancare sulla foto di gruppo ed essere comunque nell'episodio.
La settima puntata è l'unica che suppone di aver visto la fine. Riprende la chiusura del portale, il ballo di neve, e quello che questa conclusione lasciava aperto per il seguito. Le prime sei si possono ascoltare nell'ordine della stagione; l'ultima si tiene per dopo «Il Portale».
Le durateI minuti sopra sono quelli indicati per ogni puntata, da quindici a ventisei minuti. L'insieme sta in poco più di due ore, meno del solo finale della stagione 4.
Chi parla, e di che cosa
Shawn Levy e i fratelli Duffer sono i pilastri del plateau. Aprono, tornano a metà, chiudono. È logico: la trasmissione vuole spiegare scelte di scrittura, non soltanto raccogliere aneddoti di riprese. Quando il pubblico chiede perché un personaggio cambia campo, la risposta utile viene dagli autori.
Quanto agli interpreti, la ripartizione segue gli archi del 1984. Millie Bobby Brown e Finn Wolfhard aprono, perché Undici e Mike portano ancora il cuore della storia. Sadie Sink arriva dalla seconda puntata: Max è la grande aggiunta della stagione, e il titolo «Mad for Max» lo dice senza giri. Joe Keery ha diritto a un'intera puntata, «Unlikely Allies», perché Steve lascia il ruolo di fidanzato di Nancy per quello di alleato di Dustin. Gaten Matarazzo attraversa quasi tutto il plateau, il che coincide con il posto di Dustin in questa stagione.
I nuovi arrivati hanno il loro turno alla sesta puntata. Dacre Montgomery parla di Billy, Linnea Berthelsen di Kali, la sorella ritrovata del settimo capitolo, Brett Gelman di Murray. Non è un generico recitato: ognuno spiega come si entra in una serie già nota al pubblico, senza rifare il pilota.
Due ospiti vengono da fuori della finzione. Randy Havens interpreta il signor Clarke, il professore che spiega il Sottosopra con un modello di fisica da scuola media. Bill Nye, il divulgatore, passa nella stessa puntata. L'argomento, quel giorno, è meno il mostro del modo in cui la serie finge di essere una lezione di scienze.
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Perché non c'è stato un seguito
L'aftershow non è stato rinnovato. Né per l'estate 1985, né per la primavera 1986, né per l'ultima stagione. Non è una dimenticanza di calendario: le stagioni seguenti hanno avuto altri oggetti intorno, ma non più questo plateau di sette puntate allineate sulla pubblicazione.
Il formato aveva un vincolo che la serie, poi, ha reso difficile. Nel 2017 la stagione 2 esce in blocco, nove episodi lo stesso giorno. Si può quindi fabbricare un aftershow che commenta l'insieme, e posarlo la sera stessa. A partire dalla stagione 4, i capitoli arrivano in due tempi, poi l'ultima stagione in tre. Un plateau unico, calibrato su un solo giorno, non copre più la stessa cosa.
C'è anche un effetto spoiler che la trasmissione assume, e che invecchia male. È pensata per partire subito dopo il finale. Finché tutti guardano il fine settimana dell'uscita, il contratto è chiaro. Appena le stagioni durano ore e il pubblico si spalma su settimane, un plateau che racconta la fine diventa una trappola più che un extra.
Niente, nelle stagioni seguenti, ha portato lo stesso titolo. Cercare una «stagione 2» di questo aftershow non porta a nessun episodio. La parola seguito, qui, designa altri programmi, non una continuazione.
Quello che è venuto dopo
La stagione 3 ha avuto un podcast di retroscena, in tre episodi, pubblicato tra il 17 e il 29 luglio 2019. Non è più un plateau filmato con un conduttore: è una serie di conversazioni sulla fabbricazione, da ascoltare a parte.
La stagione 4 ha avuto due puntate intitolate Unlocked, il 9 giugno 2022 per il primo volume e il 9 luglio 2022 per il secondo. Il taglio segue le due pubblicazioni della stagione, il 27 maggio e poi il 1 luglio. Si resta nell'idea dell'aftershow, ma in due appuntamenti, non in sette.
L'ultima stagione ha avuto un documentario di fabbricazione, One Last Adventure, pubblicato il 12 gennaio 2026. Non è più una discussione di mezz'ora: è un film sulle riprese. Si guarda dopo la serie, per la stessa ragione del plateau del 2017: mostra come è stata fatta la fine.
Questi tre oggetti non si sostituiscono. Il plateau del 2017 è l'unico in cui si vede Jim Rash fare domande sul 1984, su Max, Steve e il portale, puntata di aftershow dopo puntata di aftershow. Il podcast, Unlocked e il documentario raccontano altre stagioni, con altre durate.
In che ordine guardarlo
L'ordine utile è quello della finzione, non quello della curiosità. Si vedono prima i nove capitoli della stagione 2, da «Madmax» a «Il Portale». Solo dopo le sette puntate, nell'ordine della tabella. La settima per ultima, perché parla della chiusura del portale e del ballo.
Inutile intercalarlo tra i capitoli. La trasmissione non è stata montata come un commento episodio per episodio in senso stretto: diversi plateau tornano su archi, non su una scena unica. Tagliarlo in sette pause rompe il contratto, che è parlare una volta vista la stagione.
E inutile cercarci il seguito della storia. Niente di ciò che si dice modifica il 1984. Si capiscono meglio delle scelte, si sentono attori parlare del loro personaggio, non si scopre un decimo capitolo. Per l'intreccio, i nove episodi bastano. Per il laboratorio, le due ore di plateau vengono dopo.
Se non hai rivisto la stagione da molto, un richiamo sta in una riga: autunno 1984, Will ancora legato al Flagello Mentale, Max che arriva, Steve accanto a Dustin, Undici tagliata fuori dal gruppo, il portale che si richiude alla scuola media. L'aftershow parte da lì. Non rispiega il 1983.
Un poster di Max, il personaggio che la seconda puntata mette al centro.
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Da ricordareSette puntate, tutte il 27 ottobre 2017. Jim Rash conduce, i Duffer e Shawn Levy tornano. Da vedere dopo la stagione 2, non durante. Nessun seguito: podcast, poi Unlocked, poi un documentario.
Domande frequenti
Che cos'è Beyond Stranger Things?
L'aftershow della stagione 2: sette episodi di plateau pubblicati il 27 ottobre 2017, condotti da Jim Rash, con gli attori e i creatori.
Quanti episodi conta l'aftershow?
Sette. Il più lungo dura circa ventisei minuti, il più corto circa quindici. Tutto è stato pubblicato lo stesso giorno.
Bisogna averlo visto per capire la stagione 2?
No. La stagione si basta. La trasmissione commenta scelte e riprese. Si guarda dopo, non al posto.
C'è un aftershow per le stagioni seguenti?
Non sotto questo titolo, e non in questo formato di sette episodi. La stagione 3 ha avuto un podcast, la stagione 4 due puntate Unlocked, l'ultima stagione un documentario di fabbricazione uscito il 12 gennaio 2026.
Chi conduce la trasmissione?
Jim Rash. I fratelli Duffer e Shawn Levy tornano su diversi episodi. Gli attori cambiano secondo il soggetto.
Lo si può guardare senza aver finito la stagione 2?
Meglio aspettare la fine. La settima puntata parla del portale e del ballo. Le precedenti evocano già capovolgimenti del 1984.